Le monache certosine

 

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A metà del XII secolo le religiose del monastero di Prébayon in Provenza stabilirono di vivere secondo le consuetudini monastiche dei Certosini adottando la regola redatta da Guigo di Saint‑Romain e segnando così l'inizio del ramo femminile dell'Ordine certosino.

Durante i secoli tuttavia è sempre esistita una grande differenza tra certosini e certosine per quello che concerne un aspetto essenziale, anzi primario della vita in Certosa: la solitudine. Si reputava infatti che il temperamento femminile fosse incapace di sopportarla nella medesima proporzione dei monaci. Ristrettezze finanziarie hanno quasi sempre reso difficile la costruzione di veri monasteri anche per le monache, con celle isolate per ogni abitante, cosicché la parte di vita in comune era più grande presso le monache che presso i padri. Da circa quarant'anni questa forma cenobitica è andata, a poco a poco, riducendosi: sono diminuite le ricreazioni, i lavori in comune, i pasti presi in comune.  A partire dal 1970 le domande delle monache per condurre una vita certosina in tutta la sua pienezza sono diventate sempre più insistenti.

Il Padre Generale e i Padri Visitatori hanno dato ascolto a questi profondi desideri.  Si è così incominciato con degli esperimenti in diverse certose di autentica vita solitaria, che hanno dato esito positivo e con il passare del tempo le certose femminili si sono a poco a poco ricostruite secondo lo schema creato da San Bruno.

Nell'attesa che fosse costruita a Dego la nuova certosa della Trinità, alcune monache della certosa di San Francesco presso Giaveno in provincia di Torino, accolsero l'invito del Superiore Generale per dare inizio a Vedana di un esperimento di vita che incarnasse la pura linea certosina che è consacrazione a Dio nel silenzio solitario della cella, in una comunità di Sorelle animate tutte dal medesimo ideale monastico.  Essi vi vissero dall'ottobre del 1977 fino al marzo del 1994, quando tutta la comunità di San Francesco si trasferì a Dego.

Nel frattempo alcune monache della certosa dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria - fondata in Francia nel 1854 e scacciata in Italia nel 1903 - sita in Riva di Pinerolo presso Torino, che con scelta volontaria avevano già sperimentato per alcuni anni una vita solitaria di autentico tipo certosino e che erano ormai immerse nel moderno frastuono, chiesero al Superiore Generale se fosse possibile ottenere anche per loro una autentica abitazione certosina.  Si offrì loro Vedana. 

Si venne a visitarla e fin dalla prima visita delle due responsabili, ne furono incantate.  Altre Sorelle ebbero la medesima reazione.  Si pregò, si riflesse, si parlò, si decise: via aperta a Vedana!  Nell'aprire, al momento della decisione la Bibbia, ecco la risposta:

"Voi dunque partirete con gioia, sarete condotti in pace. I  monti e i colli davanti a voi eromperanno in grida di gioia e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.  Invece di spine cresceranno cipressi, invece di ortiche cresceranno fiori, ciò sarà a gloria del Signore, un segno eterno che non scomparirà".  Is. 55,12-13.

I Superiori, con grande generosità, decisero di risanare Vedana e di dotarla dei servizi essenziali acqua corrente in ogni cella, riscaldamento, cucina economica funzionale e quanto altro fosse necessario per una autentica vita solitaria delle monache.

Felici e gioiose le Sorelle di Riva di Pinerolo arrivarono a Vedana il 7 maggio 1998 e benché siano solo in 12 lodano e ringraziano Dio di questo dono meraviglioso e dell'amore di cui si sentono circondate, pur nella loro austera solitudine, dalle persone del luogo.

Oggi insieme alle monache, che abitano il grande e piccolo chiostro (la parte più interna della Certosa), vi è a Vedana anche un Padre Certosino, che assicura le funzioni liturgiche, l'assistenza spirituale ed è il superiore della piccola comunità maschile composta da altri tre membri, tre fratelli laici che vivono nella parte antistante del monastero.

Tutto quello che altrove è stato descritto per illustrare la vita e la spiritualità certosina, vale assolutamente per entrambi, monaci e monache, salvo alcuni particolari secondari.

Sia tutto a lode e gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e del bene di questa amabile Diocesi, sotto la protezione della Vergine Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa.